Ma gli androidi si laureano all’Università della Vita?

Ne ho viste cose che tu, caro Roy, non potresti immaginare.
Le navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione sono ben poco se paragonate al branco di stolidi esseri che mi circondano. Leoni da tastiera cresciuti a pane e fake news, più dediti alla condivisione di buongiornissimi che all’attivazione di processi cognitivi. Ho visto l’analfabetismo funzionale prender piede e diffondersi a macchia d’olio, frotte di proseliti della Signora Ignoranza professarsi portatori di Verità Assoluta, spacciarsi per immunologi e virologi, gettarsi come cani rabbiosi su uomini di scienza, appellarsi a falsi santoni, a false ricerche, a false credenze, a falsi déi.

Ne ho lette di cose, Roy, da far impallidire i più grandi della storia della medicina. Jenner lo immagino contorcersi nella tomba, urlare e inveire in perfetto accento british, al di là delle sponde del Severn.
Edward perdona loro, non sanno quello che dicono, non lo sanno sul serio.
Come quando si avventurano in strambe dissertazioni sui vaccini e sui disturbi di neurosviluppo ad essi correlati. Se solo penso ai 6.3 milioni di bambini sotto i cinque anni che ancora oggi muoiono per malattie prevenibili. File lunghissime di creature innocenti e pure e meravigliose, quel vaccino lo vogliono ardentemente e spesso non possono averlo.

Quanto vorrei, Roy, che tutti questi momenti andassero perduti, vorrei dimenticare lo schifo del quale sono spettatrice. Tutto risulta di così facile comprensione ai miei occhi, se solo si azionassero le sinapsi, se solo il cervello si imponesse sul fiato, sulla parola priva di ragionamento, sul mero sentito dire, sui canali youtube che vaticinano epidemie di autismo incontrollate.
Ho provato, Roy, ho provato a combattere. Ho schivato kaffèèè bollenti mentre mi calavo nei tetri meandri della ‘sgrammatica’ italiana. Ho provato a venire a patti con loro, ho provato a farli ragionare. A nulla son valsi i discorsi sull’importanza di vaccinarsi, a nulla quelli sull’immunità di gregge. Per un momento ho seriamente valutato l’ipotesi di scappare via, al di là delle porte di Tannhäuser. Forse, lì, l’aria puzza meno di inettitudine.
Ero un’estimatrice del genere umano, c’è stato un tempo in cui credevo fortemente nelle potenzialità della mia gente. Nulla è perduto del tutto, mi sussurri, raggi di buon senso balenano nel buio. Ma potrà mai la capacità intellettiva di pochi sconfiggere l’insipienza di molti?

Speriamo queste parole non cadano perdute nel tempo come lacrime nella pioggia.

Un pensiero su “Ma gli androidi si laureano all’Università della Vita?

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...